Il turismo congressuale, un segmento cruciale del settore turistico, ha subito un impatto significativo a causa della crisi globale scatenata dalla pandemia di COVID-19. Le restrizioni sui viaggi e le misure di distanziamento sociale hanno causato gravi danni, ma ora, con la ripresa economica e il miglioramento delle condizioni sanitarie, il comparto mostra non solo segnali di recupero ma addirittura di crescita.
Se nel 2019, secondo i dati dell’OICE Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, l’Italia ha ospitato oltre 400.000 eventi con più di 30 milioni di partecipanti, l’anno successivo, il 2020 in piena pandemia, si è registrato un crollo dell’80% degli eventi. Nel 2023, secondo i dati OICE, il settore congressuale ha registrato una buona ripresa con il numero di eventi che ha raggiunto circa il 70% dei livelli pre-pandemia e un incremento della partecipazione del 50% rispetto all’anno precedente.
Non solo: Italia seconda nel mondo dietro gli USA
L’Italia, secondo il rapporto annuale dell’International Congress and Convention Association (ICCA), l’associazione leader a livello mondiale per gli operatori del segmento congressuale, per la prima è stata il primo Paese in Europa per numero di congressi organizzati e ospitati, e il secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti.
Il nostro Paese è infatti passato dal 6° posto della classifica europea nel biennio 2018/2019 al secondo nel 2022, fino alla prima posizione nel 2023. Anche il dato relativo al numero di città nella classifica del turismo congressuale rinforza questo primato, portando l’Italia al primo posto con il maggior numero di città presenti.
Nei primi dieci nomi compare quello di Roma al 7° posto, seguita da Milano al 29° posto, Bologna al 47°, Firenze, Napoli e Torino rispettivamente al 60°, 66° e 78°, per chiudere con un nuovo ingresso, quello di Venezia all’84° posto.
Se la maggior parte di eventi e congressi si tengono al Nord (59%), il restante si divide tra Centro (24,7%), Sud (10,2%) e Isole (6,1%). Tra le location, gli alberghi business o dedicati agli eventi congressuali mantengono il loro primato con il 77,8%, seguiti dai centri congressi fieristici (3,1%) e le dimore storiche, che raggruppano castelli, ville, palazzi storici con il 2.5% degli eventi coperti.
Italian Knowledge Leaders: innovazione e legame solido con il patrimonio culturale
Il risultato raggiunto è il frutto di una strategia puntuale, sviluppata lungo due direttrici: il cambiamento dell’offerta che si è adattata al mercato internazionale della meeting industry e la definizione di un programma strutturato di valorizzazione dei territori e delle eccellenze, l’Italian Knowledge Leaders. Il progetto, promosso da Convention Bureau Italia e ENIT, ha lo scopo di promuovere l’Italia come destinazione della conoscenza in ambito accademico, medico, culturale e scientifico, attraverso l’abbinamento di poli accademici e scientifici a convention bureau e infrastrutture moderne e sostenibili.
Per sostenere la ripresa del turismo congressuale e accademico, è essenziale un approccio unitario e una visione condivisa, che porti ad investire in infrastrutture dotate di tecnologie avanzate e standard altamente professionali.
Infatti, nonostante l’Italia non possieda strutture particolarmente ampie come ad esempio altri paesi europei, può rivendicare un ricco patrimonio culturale e storico, il fascino derivante dalle sue città e un tessuto universitario e scientifico di alto livello con la presenza di addetti al settore altamente qualificati.
Una strategia di marketing efficace continua a risultare fondamentale per mantenere alto il livello di questo tipo di turismo, con campagne mirate, collaborazioni con enti turistici locali e l’uso di piattaforme digitali per raggiungere un pubblico globale.
Il turismo congressuale e accademico è un turismo di alta qualità, non solo perché favorisce una promozione e valorizzazione del territorio, della sua storia e del suo patrimonio culturale, ma anche perché permette di destagionalizzare i flussi delle presenze ridistribuendole nel corso dell’anno con una positiva ricaduta sulla possibilità di diluire i picchi occupazionali. I partecipanti ai congressi dimostrano una capacità di spesa maggiore rispetto alla media dei turisti: per l’Italia si può calcolare una media di 700 euro al giorno con un aumento secondo Global Meeting Industry dell’80% entro il 2032 in un mercato mondiale che sfiorerà i 1.400 miliardi di dollari.
La sostenibilità negli eventi congressuali
La sostenibilità è diventata centrale per il turismo congressuale ed è per questo che l’adozione di pratiche sostenibili può migliorare l’immagine del settore e coinvolgere un pubblico sempre più attento alle questioni ambientali. Gli organizzatori e le destinazioni sono sempre più consapevoli della necessità di ridurre l’impatto ambientale e promuovere pratiche sostenibili, inclusi l’uso di materiali riciclabili, la riduzione degli sprechi alimentari, la promozione di trasporti ecologici e l’implementazione di pratiche di gestione energetica efficiente.
Ottenere certificazioni di sostenibilità, come la ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, può essere un vantaggio competitivo significativo, attirando partecipanti e sponsor che condividono gli stessi valori.
La prima posizione guadagnata dall’Italia nello scenario europeo ha dimostrato il grande potenziale di questo settore, che si configura come un motore di crescita economica oltre che un segmento di sviluppo e innovazione da un lato e di tutela e valorizzazione del ricco patrimonio culturale, accademico e scientifico del nostro Paese dall’altro.