La corsa delle piattaforme social e alcuni passi indietro (per sopravvivere)

Illustrazione @_nico189

Le piattaforme social hanno rivoluzionato la comunicazione, il lavoro e le connessioni personali degli ultimi lustri

Tuttavia, alcune di esse, tra cui Reddit e Twitter (ora X), stanno affrontando una crescente insoddisfazione e crisi di fiducia, dovute a critiche sulla gestione della privacy, la moderazione dei contenuti, l’influenza delle fake news e il trattamento degli utenti. Questi servizi stanno cercando di rinnovare il loro rapporto con il pubblico per superare le sfide in un contesto digitale in continua evoluzione, ma si stanno aprendo molti interrogativi sul loro futuro.

Crescita e impatti delle piattaforme social

Nati per connettere le persone e facilitare la comunicazione, i social media hanno visto una rapida crescita. Reddit, fondato nel 2005, ha creato comunità basate su interessi comuni e offerto uno spazio per discussioni aperte. Con l’aumento degli utenti, Reddit è diventato un luogo di dibattiti accesi.

Tuttavia, questa crescita ha introdotto nuove sfide, come la gestione di contenuti inappropriati, la protezione della privacy e l'impatto delle fake news.

Scandali e frammentazione culturale

Reddit, con le sue comunità autogestite e l’invasione dei sunredditor, ha affrontato problemi di moderazione incoerente e inefficace per controllare quella che era diventata una polarizzazione delle posizioni politiche e sociali. Per questa ragione ha introdotto strumenti avanzati per i moderatori e politiche più severe contro i contenuti nocivi, cercando di bilanciare la libertà di espressione con la necessità di un ambiente sicuro ma al contempo ha assistito alla migrazione di molte community verso Discord. Nato come chat per gamer si sta configurando come un vero e proprio forum per culture geek, rigide e monoculturali, al limite dell’intolleranza.

Quello a cui si sta assistendo è sempre più di frequente un processo di cyberbalcanizzazione sociale, cioè una frammentazione della rete in una serie di comunità separate da motivi politici, sociali e culturali, di cui le piattaforme diventano espressione significativa e pericolosa.

In un articolo molto approfondito, The Atlantic registrava come uno degli aspetti caratterizzanti i social, ovvero la capacità di definire e disegnare mode, tendenze, usi, costumi nuovi, stia sempre venendo meno a causa di una frammentazione sociale e culturale che premia contenuti riservati a nicchie piccole, tanto che video, trend, immagini non sfondano il muro della sottocultura dove sono diffusi e non riescono a diventare virali. Un esempio emblematico ha riguardato Donald Trump che dopo i fatti di Capitol Hill fu estromesso dalla conversazione globale di Twitter si è trasferito su Truth, una piattaforma che ha come elemento caratterizzante il fatto di ospitare la voce e le idee dell’ex presidente statunitense (e nuovamente in corsa per la Casa Bianca).

Diffusione delle fake news e misure di contrasto

I social network sono terreno fertile per la diffusione delle fake news, poiché influenzano l’opinione pubblica e creano spesso molta confusione all’interno di dibattiti spesso creati ad hoc. Anche Facebook, criticato per non aver fatto abbastanza per prevenire la disinformazione, si è piegato alla collaborazione con organizzazioni di fact-checking introducendo alcuni algoritmi per ridurre la visibilità dei falsi contenuti. X è stato invece contestato per la gestione insufficiente degli abusi e delle molestie: per migliorare la sicurezza, ha introdotto filtri per i messaggi diretti e strumenti di segnalazione più efficaci, cercando anche di migliorare la trasparenza delle decisioni di moderazione.

Posting? No, grazie. Tra social media fatigue e decentralizzazione

Ma se Elon Musk parla di controllo dei device attraverso chip neurali e di circa un miliardo di robot umanoidi nel 2040, tra cui quelli venduti da Tesla, il pubblico soprattutto adulto mostra un cambiamento di passo nei confronti dei social media. Un dato incontrovertibile è che il posting è in calo perché il pubblico social dichiara di riflettere molto di più prima di postare dei contenuti, e questo per certi versi è un segnale di maturazione.

Questa crescente insoddisfazione ha portato molti utenti a cercare alternative come Mastodon e Clubhouse, che offrono maggiore controllo sulla privacy e sui contenuti. La decentralizzazione, come nel caso di Mastodon, permette agli utenti di creare e gestire le proprie comunità, riducendo il controllo centralizzato delle grandi aziende tecnologiche.

Le principali piattaforme social stanno cercando di adattarsi alle nuove sfide. Meta ha annunciato cambiamenti per migliorare la privacy e l’interazione tra gli utenti, mentre Reddit continua a migliorare i suoi strumenti di moderazione. La trasparenza, la protezione della privacy e la gestione dei contenuti saranno cruciali per garantirsi la fiducia degli utenti.

Il futuro? Alcune chiavi di lettura

Ma se quindi gli utenti postano sempre meno e i social non riescono ad esprimere una cultura globale e anzi frammentano le comunità, si sta davvero assistendo alla fine dei social non in senso assoluto ma almeno per come li abbiamo conosciuti e utilizzati fino ad oggi?

Non è possibile dare un’interpretazione esaustiva ed univoca, di sicuro le piattaforme cambieranno (stanno già cambiando) e così faranno gli utenti, tenendo conto che in questo articolo non abbiamo parlato di Instagram, TikTok, Pinterest e moltissime altre app. Infine, citiamo due ulteriori elementi che vanno tenuti in considerazione per provare a immaginare uno scenario.

Il primo riguarda la social media fatigue, ovvero quell’insieme di sintomi di affaticamento cognitivo e risposte emotive negative che ha raggiunto il suo picco durante il periodo pandemico; questo generale affaticamento deriva dall’uso eccessivo o comunque continuo delle piattaforme, dalla difficoltà di sostenere una sempre maggiore complessità tecnologica e un ritmo accelerato di informazioni e ha prodotto e sta producendo frustrazione, stanchezza, ansia, disinteresse, fino alle manifestazioni più gravi e dai risvolti talvolta pericolosi per la salute mentale.

Il secondo abbraccia… noi, inteso come agenzia di comunicazione: il panorama qui descritto evidenzia la necessità di un equilibrio tra possibilità tecnologica e responsabilità sociale, che tenga conto delle implicazioni non solo sugli utenti, ma anche sulla società nel suo complesso: nel nostro lavoro quotidiano l’asticella di controllo si è alzata in tutti gli aspetti (verifica delle fonti, uso delle immagini, rapporto trasparente con la clientela, deontologia professionale specie in settori sensibili come ad esempio la salute delle persone, rispetto di minori e categorie fragili, ecc.), e la propulsione creativa non può e non deve fagocitare alcuni passaggi sensibili che potrebbero mettere in crisi la reputazione dei nostri clienti e dei loro brand.

Perché oltre a influenzare, la comunicazione e le abitudini di acquisto modificano la percezione di sé e del mondo.

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