EVOilàbel: bello quando tutto va liscio come l’olio

Nel corso della propria esistenza, un’agenzia di comunicazione (che lavora bene) partecipa a una quantità tale di storie memorabili che sono davvero poche quelle che sente l’esigenza di raccontare in maniera intima e personale: non ci crederete, ma pure l’incredibile può assuefare. E poi il rischio di passare per “qualcuno che se la tira” è sempre in agguato.

Questa volta però ne abbiamo una che proprio non riusciamo a tenerci per noi, e non solo perché la celebrazione della parità di genere e la valorizzazione dell’autentico Made in Italy sono state le sue protagoniste. Ma anche perché è la dimostrazione di come i giganti, quando si sentono tirare la giacca da qualcuno che, a qualche buona idea, abbina un’inossidabile forza di volontà, non abbiano alcun tipo di esitazione nel farsi trascinare in percorsi non preventivati dai “piccoletti” che hanno osato disturbare il loro incessante incedere.

EVOilàbel, il contest creativo che ha premiato la miglior etichetta di olio EVO d’Italia, nasce proprio in questo modo: lo pensa Nexidia, lo appoggia l’Associazione Nazionale Donne dell’Olio che - con la competenza delle sue associate - ha un ruolo determinante nella promozione nazionale dell’olio extra vergine d’oliva, e lo rende possibile la “gigante” Epson Italia, che, ricevendoci nel suo quartier generale a Milano, non esita nemmeno un attimo prima di gettarsi a capofitto nell’organizzazione del concorso.

Insieme pensiamo al regolamento, ai momenti di formazione dedicati agli iscritti (in collaborazione coi partner Gruppo Saida, Luxoro, Elle Commerciale, O!nice Studio e Fedrigoni), alle fasi operative che scandiranno il contest e ai principi che lo sostanzieranno, giungendo a una conclusione unanime: le etichette vincitrici (sì, al plurale, perché i premi sono due) non devono semplicemente colpire dal punto di vista grafico, ma anche raccontare l’inestimabile contributo delle donne nei settori dell’olivicoltura, della cultura e dell’imprenditoria, senza cui lo stesso olio italiano non avrebbe raggiunto lo status che oggi subito lo identifica.

Così il 14 maggio 2025, nella raffinata cornice di Packaging Première & PCD, sono andate in scena le premiazioni: Anita di Biase, designer abruzzese, è stata la vincitrice del contest e la sua opera, inno al rapporto tra esseri umani e natura, verrà stampata in 4.000 copie con tecnologia Epson, andando a rivestire gli omaggi istituzionali che l’Associazione Nazionale Donne dell’Olio distribuirà nelle missioni che la vedranno impegnata tra il 2025 e il 2026. Ad aggiudicarsi il Premio Wow invece è stato il trentino Stefano Dorigo, segnalato per la capacità di tradurre in segno grafico i valori cari all’Associazione Nazionale Donne dell’Olio.

Le creazioni dei 49 partecipanti li potete vedere al sito evoilabel.it, ma la storia non finisce qui: l’etichetta vincitrice inizierà a breve il suo viaggio da Ambassador dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio.

“EVOilàbel è la storia di un percorso lungo, nato da lontano – è il commento di Enrico Gastaldelli, direttore creativo di Nexidia e coordinatore del progetto – che ha però avuto una prima, fondamentale scintilla nell’incontro tra Epson Italia e le Donne dell’Olio: i valori in campo si sono fusi senza forzature e questo ha messo tutto sui giusti binari. Importante poi la risposta di designer e agenzie, grazie anche a tutti i partner che si sono spesi, specie durante i due webinar di formazione, con grande disponibilità e professionalità. La cosa ancor più bella è che EVOilàbel non si è chiusa con la premiazione, ma le etichette che nei prossimi mesi gireranno l’Italia e l’Europa, label ambassador dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, daranno vita ad una piccola economia che premierà i partner tecnici e la designer vincitrice, in quanto ogni singolo socio che produrrà le bottiglie avrà bisogno di una sua personalizzazione. Un sentito ultimo ringraziamento voglio farlo a Francesca Marcomini, storica web designer di Nexidia, che dopo questo progetto ha salutato la nostra realtà accettando una nuova sfida professionale”.

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