Ci sono passioni così ribollenti e controverse che, per avere anche solo una microscopica possibilità di accesso nella sfera della comprensione umana, non possono affidarsi a un racconto o a una rappresentazione, ma hanno bisogno di pulsare nel profondo delle membra, di scorrere visceralmente nei condotti venosi, di affacciarsi sul precipizio della psiche in tutta la loro contraddittorietà.
Necessitano di essere vissute, in sostanza, attraverso un esercizio di immedesimazione che sembra andare oltre le capacità dell’essere umano, ma che, se giunge in qualche modo a compimento, ti trasforma per sempre.
Nexidia ha recentemente provato dentro di sé un’esperienza simile, ritrovandosi a tu per tu con Frida Kahlo e il suo mondo interiore, in cui l’oscurità del macabro e le tinte ardenti della sensualità si intrecciano in un groviglio emotivo che, per quanto indistricabile, lascia segni evidenti.
Tranquilli, non è servita nessuna seduta spiritica per confrontarsi in maniera così diretta con l’animo della defunta pittrice. È bastato il coinvolgimento della Fondazione Cariverona e del Teatro Ristori di Verona, che, all’artista messicana, hanno dedicato quella che si può definire a tutti gli effetti un’opera totale.
“Frida Kahlo I A Revolutionary Life” è infatti una creazione immersiva, firmata da Massimiliano Siccardi, Luca Longobardi e Vittorio Guidotti e in scena dal 30 maggio all’11 ottobre 2026, nella quale immagini, musica, suoni e parole creano un grandioso affresco sensoriale dell’arte e della vita di Frida, inglobando lo spettatore nella travolgente intimità espressiva di una delle icone artistiche della contemporaneità.
Noi abbiamo seguito lo sviluppo grafico di questo progetto, dal naming al teaser, passando per i vari materiali che hanno scandito il percorso promozionale e, dunque, il faccia a faccia con Frida lo abbiamo necessariamente affrontato in anteprima nei nostri uffici. Se possibile, in modo ancora più intenso di chi, anche in questo momento, lo sta vivendo al Ristori.
Ogni font, ogni colore, ogni frame, ogni claim è scaturito da uno studio quasi maniacale dell’opera di Frida Kahlo, perché, per comunicare qualcosa che la riguarda così da vicino, dovevamo cercare di capire le sue sofferenze, i sui amori, le sue pulsioni corporee sfociate in pennellate oniriche e irreali, anticipando, nel nostro piccolo, la fusione intima con l’artista che l’opera di Siccardi, Longobardi e Guidotti realizza in maniera impeccabile.
Se il tentativo di immedesimazione sia andato a buon fine, non sta a noi giudicarlo, ma possiamo assicurarvi che l’impegno profuso per riuscire in questa impresa è stato enorme: a volte, quando qualcuno volge lo sguardo verso il soffitto dell’ufficio, capita che scorga ancora le parvenze di qualche autoritratto giovanile di Frida.
Non allarmatevi: la creazione immersiva al Ristori non dà gli stessi effetti allucinatori. E anche noi, prima dell’11 ottobre, data di chiusura dell’esposizione, ci ritufferemo sicuramente nelle sue atmosfere metafisiche: del resto, – questo possiamo affermarlo con certezza – per comprendere le passioni ribollenti e controverse di Frida Kahlo, potrebbe non bastare una vita.
Project Manager: Paolo Zanetti
Direzione Creativa: Enrico Gastaldelli
Concept grafico: Filippo Giuliari
Sviluppo comunicazione: Team Nexidia